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lunedì, luglio 06, 2009
Roma: Giovanardi chiede che badanti e colf siano regolarizzate.
Calderoli dice che si tratta di badanti e colf di sesso e droga.
Tolto il fatto che io Giovanardi non lo sopporto, però, per una volta, non posso non essere d'accordo; magari si poteva ricordare un filino prima di approvare una legge che introduce il reato di clandestinità.
Le Ferriere, Latina: monsignor Mariano Crociata (nomen omen...) afferma quanto segue: "nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la malvagità. Per questa via - osserva il presule - non c'è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi".
Adesso attendesi risposta di tremonti per togliere i fondi alle scuole private e rapido, conseguenziale dietrofront della Cei.
L'Aquila: Mercoledì comincia il G8. Domani 7 luglio vedo prevedo e stravedo che usciranno le foto di silvio.
E' inutile girarci attorno: avere un premier che è lo zimbello del mondo a causa dei suoi comportamenti (a tacer del resto...) fanno dell'Italia un paese ancora più debole e inascoltato; per la gioia di tedeschi, francesi e inglesi.
Con un'unica eccezione: le barzellette... Allora c'erano un inglese, un francese e un italiano...
venerdì, luglio 03, 2009
SCOMODE VERITA'
Sorpresa: dall'esame autoptico risulterebbe che Michael Jackson
aveva addirittura dei residui di cibo nello stomaco
Secondo alcune indiscrezioni Michael Jackson era l'autista di Craxi
Michael Jackson è un po' come la zebra: non è chiaro se era bianco con le strisce
nere o nero con le strisce bianche
Sono così vecchio che mi ricordo persino di quando Michael Jackson era ancora nero
Imbarazzo nella Lega: non hanno ancora capito se devono gioire perché è morto un nero o dispiacersi perché è morto un bianco
venerdì, giugno 26, 2009
Le nuove dieci domande di repubblica al quasi ex presidente del consiglio
- 1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
- 2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
- 3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
- 4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
- 5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
- 6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
- 7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
- 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
- 9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
- 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
martedì, giugno 23, 2009
DA "FAMIGLIA CRISTIANA", SETTIMANALE VETEROCOMUNISTA, RICEVIAMO E, VOLENTIERI, PUBBLICHIAMO
Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del "buon governo" per giustificare qualsiasi comportamento, perché con Dio non è possibile stabilire un "lodo", tanto meno chiedergli l’"immunità morale". La morale è uguale per tutti: più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza, che è ancora una virtù, e dà credibilità alle persone e alle loro azioni.
Sull’operato del presidente del Consiglio oggi fanno riflettere certi silenzi "pesanti", anche all’interno della stessa maggioranza. La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia. I cristiani (come dismostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell’Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno "disincantata". Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare.
Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una "zona franca" dall’etica. Né pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico "piatto di lenticchie", da respingere al mittente.
...
Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme...) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi, quanto prima, che da una "politica da camera da letto" si passi alla vera politica delle "camere del Parlamento", restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conseguenze.
venerdì, giugno 19, 2009
Verso villa Certosa
convergono i voli,
con i vetri oscurati
per palazzo Grazioli,
si affollan leggiadre
(saranno mignotte?)
ragazze spigliate
per mille euro a notte.
Ma se vuoi per davvero
che la borsa sia piena
mia dolce ragazza,
vai oltre la cena
se resterai qui
fino a domattina
avrai altri mille euro
e una catenina.
L’Italia è sfatta, ubriaca
di coca, di sesso e marchette,
la crisi è una cosa per poveri,
e il prezzo di culi e di tette
lo fa il cavaliere munifico
che domina sullo stivale
il mitico, splendido e impavido
utilizzatore finale
lunedì, giugno 15, 2009
Avviso ai naviganti: il Cavaliere del Cialis, al suo arrivo a Washington, non è stato ospitato alla Blair House, la foresteria della Casa Bianca riservata agli ospiti di maggiore riguardo e più vicini all'amministrazione americana dove si recava sempre al tempo di Giorgino Bush. Ma è stato mandato a dormire in albergo. Chi vuole intendere intenda...
(da dagospia)
domenica, giugno 14, 2009
SILVIO REGALACI UN SOGNO
Ti prego silvio, dì una bella enorme e favolosa cazzata delle tue in qualche occasione ufficiale in america. Sputtànati ben bene.
In Itali quasi nessuno sa che Obama non lo riceverà né a pranzo né a cena, come sarebbe uso con un alleato gradito, ma all'ora del caffè; e certamente dopo lo show di Gheddafi, il nano non è proprio ospite graditissimo.
Jon Stewart ci ha fatto una bella puntata piuttosto pepata, sicuramente obbedendo a quel complotto ormai evidente.
Se leggete in giro si dice che il complotto esiste: d'alema, fini, Murdoch e tremonti sarebbero i 4 artefici dell'offensiva per provare a salvare l'Italia da berlusconi, prima che ci trascini nel delirio e nel disastro
giovedì, giugno 11, 2009
The people of the world can live together in peace. We know that is God's vision. Now, that must be our work here on Earth.
(Barack Obama, Il Cairo)
Vieni, Noemi, inginocchiati.
(silvio berlusconi, villa certosa, olbia)
8 GIUGNO -L'ALBA
Arriva il sette giugno
Giorno delle elezioni
Con sei veline in braccio
Sorride berlusconi
Il prode cavaliere
Di certo non millanta
Se per i suoi sondaggi
È ben sopra il quaranta.
“Il paese è con me
e gli altri sono scemi”
ridacchia accarezzando
il bel book di Noemi.
“Azzero il parlamento
Annullo ogni partito,
Son l’unto del Signore
E voglio il plebiscito”.
Ma il sette giugno sera
anche Canale Cinque
è costretto a ammettere:
“Pdl? Trentacinque!”
Rimane ammutolito
Solo qualche secondo
Poi urla grida e strepita
All’universo mondo:
“Sono le toghe rosse
a comandare in Rai,
Murdoch è bolscevico
come del resto Sky,
chi legge La Repubblica
si ciba di bambini,
i soldi per Kakà
li ha messi Franceschini,
il padre di Noemi
Craxi mi presentò,
Apicella in Sardegna
veniva in pedalò,
il presidente ceco
(lo giuro sui miei eredi)
ce l’ha più o meno lungo
quanto Rocco Siffredi.
La terra non è tonda,
magari è tronco-conica
è Antonio Di Pietro
l’amante di Veronica”
Altro che plebiscito
Rinasce una speranza
Pdl con la lega
Infatti è minoranza.
Delira il cavaliere
mezzo disarcionato
un giorno più normale
chissà forse è arrivato.
martedì, giugno 09, 2009
LA LUCIDA ANALISI
berlusconi ha perso.
Lui ha perso.
Il plebiscito è stato chiaro: altro che 43, 44 o 45%. Altro che "il paese è con me".
Il paese ne ha le palle piene. Nel nord est Debora Serracchiani ha preso più voti di berlusconi.
E' la legge di mio zio.
Mio zio, oltre ad avere lo stesso nome di berlusconi, è uno che lo ha sempre idolatrato. Sin dalla discesa in campo del 94; è uno che dice che Di Pietro è un assassino, i giudici toghe rosse e La Repubblica una manica di bolscevichi.
Ma non ha votato berlusconi stavolta. Semplicemente non è andato a votare.
Perché una cosa è l'uomo politico, sogno dei borghesi menefreghisti e autoriferiti, che odiano le tasse e i comunisti, e una cosa è Papi, un vecchio crapulone e bugiardo, che si riempie a spese dello stato la casa di nani e ballerine.
Il cazzo eretto di Topolanek è riuscito dove veltroni non era riuscito: nel far capire alle persone intelligenti che votano a destra che il proprietario di villa certosa non è uno statista, ma uno che usa i soldi e lo stato per farsi, in tutti i sensi, i cazzi suoi.
Potrebbe essere la fine del berlusconismo, del velinismo. Due punti e mezzo in meno rispetto alle politiche non sono mica pifferi, dopo un anno in cui silvio ha detto a tutti di essere al livello di gradimento di Lippi dopo il mondiale.
E poi Kakà...
Kakà al Real è stato annunciato il lunedì ad urne chiuse. Siamo l'unica nazione in cui la cessione di un giocatore viene annunciata dopo le elezioni per evitare un tracollo a chi lo ha venduto.
Ma io nella cessione di Kakà (tra l'altro alfiere della mia squadra di fantacalcio...), vedo la fine (o l'inizio della fine) della invincibilità economica del pelato: è stato costretto a vendere. Quindi non è più il supermegaricco che può tutto.
Un'ultima riflessione sulle amministrative.
Il Pdl ha stravinto, non c'è dubbio. E quindi c'è il dubbio che la palla al piede del Pdl alle Europee è stato proprio berlusconi.
Quindi due corollari, non necessariamente negativi:
1. il centrosinistra ha governato male e quindi si è giustamente preso una scoppola
2. forse esiste un pdl senza berlusconi e quindi la possibilità che si torni ad una democrazia normale, dove si può vincere e si può perdere, senza nani e ballerine di flamenco, Noemi e falsi autisti di Craxi.
giovedì, giugno 04, 2009
COMING OUT
Franceschini è l'uomo sbagliato al momento sbagliato. Dà l'idea di essere lì per caso e non fa nulla per far pensare il contrario. Il tono di voce è da figlio di un dio minore di Casini, con quel pesante accento emiliano e l'aria da bravo ragazzo.
Sembra un bravo ragazzo, uno di quegli alunni che sta tra il sei e il sette e che, quando si fanno le rimpatriate quindici anni dopo la maturità, nessuno se lo ricorda.
E' solo, in maniera imbarazzante; ha una scadenza, come una mozzarella taroccata.
E' per questo che ho deciso di votarlo. Tra tanti pescecani, tra geni della politica e della comunicazione che il partito democratico sembra sfornare un giorno sì e l'altro pure, di infallibili valtermassimolettaebersanifassini, questo parvenu fa un sentimento a metà tra le tenerezza e lo sconforto.
Bisogna dargli una mano perché, rispetto a tutti gli altri, sembra in buona fede, un prodi oblungo, fintamente buono.
E poi se il Real ufficializzasse Kakà prima di domenica...
mercoledì, giugno 03, 2009
KAKA'
Credo che Kakà possa molto di più di Franceschini; la cessione di Kakà toglierà un paio di punti a silvio, perché dà l'impressione di non essere più invincibile imbattibile.
Insomma il 43% invece del 45%...
giovedì, maggio 28, 2009
POESIA PER IL 2 GIUGNO
L’Italia è una repubblica
fondata sul lavoro
sugli appalti truccati
sulle pensioni d’oro,
su pizza e mandolino,
su olio d’oliva e pasta,
fondata sul lavoro
sfondata dalla casta.
L’Italia è una repubblica
ma è mezza dittatura
GF e De Filippi
spacciati per cultura,
dei sei telegiornali
là in televisione
ce ne son cinque e mezzo
al soldo del padrone.
L’Italia è una repubblica
fondata sugli spot,
c’è sabbia nel cemento,
c’è sabbia su Why Not,
è un posto vomitevole,
stupendo e straordinario,
fondato sul lavoro
sia nero che precario
L’Italia è una repubblica
grazie alla Resistenza,
dove della memoria
facciamo tutti senza,
è terra di Gomorra
e di campioni del mondo
è una montagna altissima
è il buco più profondo.
L’Italia è una repubblica
che è di dolore ostello
né donne né province,
l’Italia è un gran bordello!
lunedì, maggio 25, 2009
GEORGE CLOONEY, NOEMI E L'ORGASMO SIMULTANEO
Una settimanella fa sul Sole 24 Ore c'era un articolo con un titolo del tipo di quello qui sopra. L'articolista diceva di averlo copiato da un giornale americano, un articolo di fondo che aveva utilizzato un titolo-civetta per poi parlare del Darfur. Sul Sole 24 ore utilizzavano il metodo per parlare di Pakistan.
Io, per odio e invidia, ovviamente, volevo parlare di berlusconi.
A capodanno 40 ragazze erano nei bungalow di porto Cervo, forse pronte a sollazzare il real augello.
Mentre fa sopralluoghi tra le macerie chiede ad un'assessore trentina se può palparla.
La verità ormai la sanno tutti: berlusconi è un uomo di quasi 73 anni, che si sente onnipotente e che si fa fare iniezione sul prepurzio perché il viagra ormai non gli fa niente.
Due settimane fa in un'assemblea un imprenditore infervorato mi diceva: "Ve lo stà a mette in culo a tutti voi comunisti. State a rosicà come li matti"
E io, placido placido: "berlusconi è il suo sogno: un uomo che lo mette in culo ai comunisti, ai sindacati, che vi dice che le imprese devono essere disoneste , che non bisogna pagare le tasse e che le donne fanno carriera solo se fanno i pompini".
Non c'erano donne all'assemblea (citazione di Aristofane, of course), ma il mio intervento ha fatto l'effetto di spostare lievemente il parrucchino al summenzionato imprenditore, il quale pensava che io rosicassi.
Io invece sono vicino all'atarassia: mi chedo perché agitarmi tanto se al posto di silvio consegnerei l'Italia a gente che per 5 + 2 anni non è riuscita a fare altro che a preparare il ritorno del pelato.
Con l'Italia nelle mani del nano, infatti, ho materiale infinito per le poesie da mandare al quotidiano della satira e posso giocare al mio gioco preferito e cioè a fare la vittima.
Ma c'è una cosa che non sopporto. Le donne.
Io mi chiedo, l'imprenditore di cui sopra è coerente nell'innalzare peana a berlusconi.
Le casalinghe col televisore sempre acceso, le pensionate, rassicurate dai suoi mille e mille messaggi e da quelli che i suoi servi inviano, le posso capire.
Ma tutte le studentesse, tutte le donne che lavorano, che vogliono fare una carriera o cercare uno straccio di soddisfazione personale, come fanno a votare un uomo il cui messaggio chiaro e ormai sfacciato è: fatemi un pompino e farete carriera; fatevi scopare e andrete lontano; sollazzatemi il real augello nel mio harem, pezzi di carne e sarete regine.
La donna italiana è Noemi? La Carfagna? La Brambilla? E' questo che le donne vogliono davvero?
Se penso alla massa di voti che gli regalano, comincio a pensare di sì.
(e vai col post misogino)
lunedì, maggio 18, 2009
Sono arrivato secondo di un punto al fantacalcio; primo, anche quest'anno, il Deportiva La Carogna del presidente Giovanni.
Ecco i miei complimenti al presidente vincente:
ZERO TITULI
Miei cari presidenti
è calato il sipario
su questo campionato
davvero straordinario.
Io forse dovrei dire
che è stato positivo
perché arrivai secondo,
io dopo il Deportivo.
E certo con trasporto
miei cari presidenti
che al riccio buon Giovanni
io faccio i complimenti
Perché io son sportivo
perciò l'ho presa bene
ed auguro a Giovanni
di strofinare il pene
su un tratto di un chilometro
di asfalto arroventato,
gli offra una fellatio
un cannibale affamato,
e a ogni gol segnato
da Pandev o da Milito
cerchi di violentarlo
un transex pervertito,
perda tutte le cause,
si iscriva a Forza Italia,
si faccia un piercing al labbro
con la spilla da balia,
e invece di quei ricci
con cui fa tanto il bullo
gli vengan vaporosi
capelli alla Marzullo,
anzi mi pento subito
e mi percuoto il petto
per lui l'acconciatura
stupenda di Mauretto (*).
Dove sei andata coppa?
Perché sbagliasti piano? (**)
Non potevi, bastarda,
andare più lontano?
Perché il destino gramo
soventemente sbaglia
perché non vinse Grande
o Greco oppur Bracaglia?(***)
Insomma cari amici
questa è la situazione
sono nella cupissima
superdisperazione!
(*) Mauretto, ça va sans dire, è calvo...
(**) Il vincitore ha lo studio al secondo piano e io al quinto piano dello stesso palazzo
(***) Altri competitori di fantacalcio
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