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lunedì, novembre 23, 2009
Ecco le leggi che hanno aiutato Berlusconi
Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società.
1 Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l'utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo "Sme-Ariosto 1" (corruzione in atti giudiziari).
2 Legge n. 383/2001 (cosiddetta "Tremonti bis"). Abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell'Ulivo l'aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).
3 Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato" nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2".
4 Legge 248/2002 (cosiddetta "legge Cirami sul legittimo sospetto"). Introduce il "legittimo sospetto" sull'imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo ("In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell'imputato, rimette il processo ad altro giudice"). La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.
5 Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto "decreto salva-calcio"). Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.
6 Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset.
7 Legge n.140/2003 (cosiddetto "Lodo Schifani"). E' il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi. Introduce ildivieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.
8 Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto "Decreto-salva Rete 4"). Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
9 Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell'incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo "Mhp". La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.
10 Legge 112/2004 (cosiddetta "Legge Gasparri"). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: "Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti".
11 Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.
12 Legge n. 251/2005 (cosiddetta "ex Cirielli"). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset".
13 Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
14 Legge 46/2006 (cosiddetta "legge Pecorella"). Introduce l'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
15 Legge n.124/2008 (cosiddetto "lodo Alfano"). Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani". Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell'avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta, sentenza n. 262 del 2009, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
16 Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l'IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset.
17 Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.
18 Disegno di legge sul "processo breve". Per l'imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.
mercoledì, novembre 11, 2009
Sui siti di Repubblica e Corriere della Sera non ci sono più notizie sull'influenza A.
Forse le case farmaceutiche non hanno più vaccini da piazzare.
domenica, novembre 08, 2009
Io ho sempre recitato a memoria che silvio b. abbia fatto i soldi riciclando il denaro sporco della famiglia mafiosa Riccobono.
Certo l'origine della ricchezza di silvio b. è e rimane un mistero.
Per l'origine della ricchezza più recente silvio b. ha proceduto a corrompere giudici, pagare testimoni e assistere alla inane ignominia della sinistra.
Il 19 agosto del 98 un giornale comunista, La Padania, faceva dieci domande a silvio b., che quelle di repubblica non servono a un cazzo in confronto (soprattutto perché sic trans gloria mundi).
Leggete e meditate
http://lucazzimia.wordpress.com/2009/06/15/berlusconi-mafioso-il-testo-delle-10-domande-de-la-padania/
sabato, novembre 07, 2009
FACEBOOK E L'EFFETTO FABRIS
Domé mi ha tessuto le lodi di Facebook e quindi ogni tanto vado a dare uno sguardo.
Non avevo capito come funziona fino a quando non mi è stato chiaro che per andare oltre una serie di foto dovevo essere amico.
Un po' come da bambini: tu sei amichetto, io non ti faccio più amico e così via.
A volte ci sono sorprese fantastiche, tipo il fatto che mi sono messo a cercare gli sfigati con cui ho fatto la vacanza studio in germania decenni fa (http://stefanopz.splinder.com/post/2484581#2484581 e un paio di post precedenti) e ho trovato che Aldo Peronaci e Carla Benoldi sono amici su facebook.
Di loro due mi ricordavo solo io e loro due.
Quello che non mi piace di facebook, da vecchio blogger qual io sono è proprio il fatto che sia un libro di facce e non ci sia quel piccolo brivido di anonimato dietro cui (agli inizi...) tutti i blogger si sono nascosti.
Ma l'altra cosa brutta di Facebook è l'"effetto Fabris".
Chi è Fabris, direte voi.
E' lui.

E' quello che alla riunione dei Compagni di scuola di verdone viene vessato perché invecchiato e irriconoscibile.
Così giri per le pagine dei compagni di scuola, di università o dei primi anni di lavoro a Napoli o a Roma o delle vacanze studio o delle meteore delle nostre vite e vedi facce invecchiate, calvizie, capelli bianchi, visi dilatati.
Poi vai allo specchio e ti viene lo sconforto.
Fabris c'est moi.
giovedì, novembre 05, 2009
Sei crocefisso, odiato, malvisto
né più né meno che un povero cristo,
appeso nelle aule in silenzio a guardare
un mondo in deriva che va ad affondare.
Nel nome di cristo hanno fatto le leghe,
coperto pedofili, bruciato le streghe,
una cappa di piombo contro il progresso
la chiesa ha umiliato, odiato ed oppresso.
Le donne? Strumenti in mano al demonio!
Il sesso? Soltanto se c’è il matrimonio!
Per l’Aids preghiere devote e astinenza,
un mucchio di soldi se vuoi l’indulgenza.
Io so che se cristo esistesse davvero
al papa farebbe un discorso sincero:
“Se tu vuoi seguire davvero il Vangelo
squarcia per primo il tristissimo velo
di angosce, divieti, terrore e peccato,
che in questi millenni avete inventato”.
Per cui cosa importa di questa sentenza
non è stando appeso che cambia l’essenza,
il vero gesù non sta in una stanza
non oppio dei popoli, ma gioia e speranza
(lo so che il finale sembra un po' melenso; è in onore della frase "ama il tuo nemico" che quel capellone con la barba ha detto un po' a sorpresa)
lunedì, novembre 02, 2009
Il comandante generale della Guardia di Finanza è inviperito: "I carabinieri fanno i ricatti, i poliziotti picchiano a morte i detenuti e noi ci mettiamo a fare le indagini contro le banche svizzere?"
giovedì, ottobre 29, 2009
Le voci si susseguono.
Due ex ministri nella stessa rete di marrazzo.
Un esponente di un grande ex partito di centrodestra finito in una retata di trans nell'aprile del 96 e salvatosi grazie al leinonsachisonoio.
Il fango è solo all'inizio
lunedì, ottobre 26, 2009
per il caso marrazzo, riesumo un noto adagio, già palesato per il caso lapo:
mai fare niente che non vuoi essere trovato morto mentre lo fai
domenica, ottobre 25, 2009
TUTTE LE RIME PORTANO A PIERO
Gioia del paparazzo;
che enorme strombazzo
sorride come un pazzo
un feltri paonazzo;
di certo non m'incazzo
né mi unisco allo scazzo
per l'uso che del cazzo
fece quel bel ragazzo
cercando in uno spiazzo
trans per il sollazzo;
il caso fa imbarazzo
e al Pd fa un mazzo:
per caso è questo razzo
partito dal Palazzo?
sabato, ottobre 24, 2009
MAGRA CONSOLAZIONE
L'unica differenza tra berlusconi e marrazzo è che almeno marrazzo non ha messo nessun trans in giunta regionale...
giovedì, ottobre 15, 2009
Vorrei avere un leader
non dico Tony Blair
non dico Zapatero
non dico Berlinguer;
un’unghia basterebbe
del presidente Obama,
un sogno Nilde Jotti
o il buon Luciano Lama.
E invece, porco boia,
mi trovo candidati,
tre personaggi pallidi,
sbiaditi, svaporati;
sarà così l’emblema
il nuovo segretario
di un raffazzonatissimo
partito precario.
Posto senza radici,
né cuore né emozione,
non sa fare governo,
e neanche opposizione,
una brodaglia insipida
preda spesso di inetti
dove contano persino
Rutelli e la Binetti.
Il nuovo segretario
del partito fantasma
pertanto è una questione
che poco mi entusiasma:
a Marino e Franceschini
preferisco le poesie,
a Bersani l’uva passa
che mi dà più calorie
giovedì, ottobre 08, 2009
Dovrei essere felice
urlando “Come godo!”
adesso che l’Italia
è libera dal Lodo,
adesso che sentenza
ha emesso la consulta
e ancora vespa ha dato
lo spazio a chi ci insulta.
L’arringa delirante
di un azzeccagarbugli
aveva partorito
ancora guazzabugli:
“Ma quali tutti uguali?
Legge uguale per tutti?
Soltanto Lui è l’altissimo
Voi siete farabutti”
E i suoi leccapiedi
gli pseudo giornalisti,
accusano la corte,
covo di comunisti,
la lega imbizzarrisce
cicchitto poi s’incazza
inventano che il popolo
incendierà la piazza
Ma la felicità
non dura che un secondo
mi fermo a riflettere
un poco più in profondo:
l’Italia oggi è un cumulo
di fango e di macerie,
sarebbe giunta l’ora
delle persone serie,
sarebbe giunta l’ora
di cose straordinarie
non certo di litigi
non certo di primarie.
Questo è il confronto,
amaro e drammatico:
di là c’è berlusconi,
qui il vuoto pneumatico
mercoledì, settembre 23, 2009
Oggi Bruce Springsteen compie 60 anni.
In suo onore, per l'ennesima volta, pubblico il post sul concerto del 28 giugno 2003 a Milano.
Auguri Boss, sei la dimostrazione che, a qualsiasi età, ciò che conta è essere coerenti con sé stessi.
BRUCE TU SEI LA LUCE CHE CI CONDUCE
(domani è il secondo anniversario del concerto di Milano di Bruce e 'sto post è dell'anno scorso, ma vale la pena, ve lo giuro)
Ci sono dei momenti nella vita di un uomo (e va da sé, di una donna e di un bambino), dei momenti in cui capisci che qualcosa di importante sta succedendo; dei momenti in cui sei parte dell’evento, dei momenti in cui senti che la svolta c’è, che la vita, dopo quel momento, non potrà più essere la stessa, dei momenti che sono degli spartiacque e prima non eri né carne né pesce (ma come si può dimenticare il formaggio?) e dopo sai di qualcosa, significhi, sei vivo.
Ecco, il concerto di Bruce il 28 giugno del 2003 a San Siro non è stato uno di quei momenti che ti cambia la vita, ma ci siamo divertiti come bambini.
Ho deciso di andare a Milano verso la fine di maggio, quando G. e V. (ora coniugi F.) vengono in ufficio e dopo alcune fasi di studio, chissà come si finisce a parlare di Bruce.
Per V. Bruce è finito attorno a Philadelphia, per me era praticamente finito nell’84 con Born in the USA; per un quarto d’ora nascono le scuole di pensiero più estreme (minoritaria quella secondo la quale Bruce non è mai finito perché non è mai iniziato, o quella per cui Bruce sia stato ibernato nel 1975 dopo Born to run ed esce dal congelatore solo per le tournée), ma alla fine V. mi fa: “ma Domé va a Milano il 28 giugno, perché non ci vai pure tu?”.
Dopo la soluzioni di taluni problemi primari, Domé, stefanopz e il paaaaazzo devono passare alle vie di fatto.
Domé e G. (non l’uomo di V., ma la donna di Domé, e d’ora in poi il G. precedente verrà accantonato, in quanto trattasi di protagonista del solo antefatto) hanno già i biglietti, io e il paaaaazzo (ho un po’ di fretta e le “a” del paaaazzo potrebbero d’ora in poi non essere quattro) andiamo nella classica rivendita del centro commerciale di ***, cacciamo fuori una cifra niente male e riceviamo in cambio una sorta di banconota del Monopoli che dovrebbe essere cambiata in biglietto qualche giorno prima del 28.
Per un po’ ce ne torniamo all’ordinaria attività di produzione del reddito, ma una settimana prima del concerto, il paaaazzo trafelato (e un paaaazzo trafelato è in via pratica un iperteso ammosciato o comunque un animale simile) viene nella mia umile stanza e mi fa: “Niente biglietti” “Come niente biglietti?” “Pare che hanno venduto in prevendita il doppio dei posti disponibili, per cui i primi 40.000 dentro e gli altri si fanno concedere in deretano (in realtà è ovvio che la frase proferita dal paaaazzo era un’altra, ma ho avuto problemi con la censura)”
“E mo’ che facciamo?” chiedo io.
“Io vado lo stesso e li compro là”
“Sei pazzo” gli faccio, ma non gli fa né caldo né freddo, perché è come se a uno che si chiama Alberto gli avessi detto ‘sei Alberto’.
“Senti” filosofeggio, “ormai io c’ho una certa età e farmi un numero di chilometri attorno alla radice quadrata di 348.100 (non ho detto proprio questo, ma penso che in questo modo mi dò un tono) per sentire un concerto nel parcheggio di San Siro mi sembra una cosa che si può fare a 16 anni”.
Così mi trasformo nel più noto percussore di scroti (questa fa il paio con ‘concedere in deretano’) della città: chiamo quelli della prevendita e gli dico, con sobrietà e classe, che sono dei Giuda, dei mangiapane a ufo, degli iscritti a Forza Italia, dei Trapattoni (qui ebbi una premonizione), che li avrei denunciati all’Associazione Medici Dentisti, al Garante della Privacy, alla Corte Europea, a Amnesty International, alla Federazione Internazionale di Subbuteo, all’ombudsman (e chi sa chi è l’ombundsman, vuol dire che jel’ammolla proprio).
Il signor Prevendita piagnucolando mi fa: “io non c’entro niente, è la sinistra che ha barato (ah, no scusate, non è il diario di silvio b.); io vendo i biglietti che mi mette a disposizione un agente di zona”.
Mi dà il numero di cellulare dell’agente di zona e dopo avergli spiegato la sòla che ci ha dato il suo complice, dopo avergli minacciato un’immediata ispezione congiunta della Guardia di Finanza, dei NAS e delle Giovani Marmotte, l’agente, seraficamente mi dice “chiamami domani”.
Lo chiamo l’indomani e lui come un disco rotto “chiamami domani”.
A tre giorni dal concerto, passati quindi altri domani, mi dice che mi darà il suo biglietto personale perché lui va a Barcellona il giorno dopo a vedere gli America o i Supertramp, insomma qualche cadavere imbalsamato del genere; incredibilmente, ma qui i ricordi sono offuscati sul perché e sul per come, zompa fuori anche il biglietto per il paaaazzo e il gioco è fatto.
G., Domé, stefanopz, il paaaazzo e un altro tizio (di seguito definito “un altro tizio” perché come si vedrà più avanti non l’ho mai visto) sono più o meno pronti per partire.
Ci aspetta Bruce.
Faccio al paaaazzo: “ma come ci andiamo a Milano?” E lui: “Boh mo’ vediamo”
“E dove dormiamo”; E lui: “stè, andiamo a un concerto rock and roll, magari torniamo subito in macchina o troviamo un albergo attorno a San Siro; domè e G. dormono da un’amica di G.”
“Senti paaaazzo” gli faccio “non sono arrivato alla mia età e alla mia aliquota marginale per ridurmi un giorno prima di andare a Milano a non sapere dove dormire o come andarci. Dai, prenotiamo un treno prima classe e un cavolo di albergo quattro stelle”.
Dopo qualcosa di simile a una colluttazione, stabiliamo di andare con la sua 147 color diarrea di coleottero (nota del resto come Coleotter car), di dormire in un 4 stelle a cento metri dalla stazione centrale e io decido di tornare in treno I classe.
La mattina del 28 giugno 2003 l’appuntamento è sotto casa mia alle otto e un quarto: metto su una maglietta arancione, calzoncini extralarge e zatteroni in gomma.
Dentro alla mia 24 ore, un’altra maglietta arancione, simbolo della mia fantasia cromatica, un qualcosa per la notte, spazzolino e dentifricio.
Alle otto e tre quarti, dopo un paio di telefonate e qualche insulto, la copia addormentata di domè mi preleva e mi porta a casa del paaaazzo, dove con una lentezza esasperante questi sorseggia un caffè.
“L’altro tizio non viene” annuncia domè.
“Come non viene?” penso io, ringraziando il cielo per la riduzione del numero dei passeggeri sulla Coleotter car.
“Gli è saltato un ponte”
“Cosa?”
“Mi ha mandato un sms con scritto che non poteva parlare e che questa notte gli è saltato un ponte e il dentista lo riceve solo alle 11, se ce la faceva provava a prendere il treno”
“Sì lo shuttle” chiosa il paaaazzo.
Trasformato l’altro tizio nell’uomo del ponte, finalmente partiamo, ma l’appuntamento è all’ingresso dell’autostrada con AB, un noto commerciante di ***, che veleggia verso la cinquantina.
Domè mi fa: “Oggi ha preso la A6”.
Vengo così a sapere che il parco macchine di AB prevede, oltre alla suddetta A6, una Jeep Cherokee per lo sterrato, una Mercedes classe E per le cerimonie, una Chrysler Viper per quando ha fretta e una Smart per coprire i 150 metri che vanno dal portone di casa al garage.
Arriviamo: sta appoggiato alla sua berlinetta un distinto signore con una camicia celeste button down, un elegante paio di pantaloni sportivi blu e un paio di Hogan.
Domè salta in macchina con lui.
Stefanopz, il paaaazzo e G., partono e dopo aver criticato il paaaazzo per l’assenza del Telepass finalmente imbocco la highway che ci porterà fino a Milano.
La prima fermata concordata è un autogrill dalle parti di Orte. Stefanopz spara la sua ignominiosa battuta garibaldina “O Oma O Orte” e chi l’ha capita vince una collezione di francobolli con la faccia di silvio b., gli unici francobolli (la battuta non è mia) sui quali sputare da tutti e due i versi.
G., per non sapere né leggere né scrivere, si addormenta; prima di partire verso Morfeo, fa una foto al paaaazzo, che si è messo una bandana sulla fronte a mo’ di fascia e un pacchetto di Benson & Hedges nel risvolto della maglietta a maniche corte.
Arriviamo all’autogrill e AB ci restituisce Domè, prendendo in cambio D., ufficiale dell’aeronautica, che sta all’ufficio meteorologia. Questo Giuliacci de’ noantri è abbastanza azzimato in una camicia a scacchetti ultima moda, mentre AB ha sbottonato la button down, rendendo palese una maglietta della salute nera.
Domè si trasforma nel più dolce dei cuscini per G., stefanopz alla guida e il paaaazzo guarda la campagna toscana sfilarci davanti, con gli occhi di chi, in realtà, vorrebbe stare a farsi l’America coast to coast su una Thunderbird del ’69 (chissà se esiste una Thunderbird del ’69, ma il nome è davvero figo; la differenza tra l’Italia e l’America è la stessa differenza che passa tra una Thunderbird del ’69 e una Multipla del ’97).
Superiamo Firenze e al primo cartello con scritto “Bologna”, stefanopz si guccinizza ed ogniqualvolta un altro dei passeggeri proferisce la parola “Bologna”, lui attacca con “Bologna è una vecchia signova che fu contadina / benesseve ville gioielli e salami in vetvina”.
Quando G., ancora nel dormiveglia prova a dire “Quando ci fermiamo all’autogrill”, stefanopz attacca “La vagazza dietvo al banco mescolava / bivva chiava e seven up / e il sovviso da fossette e denti / eva da pubblicitap (così ho fatto la vera rima con seven up) / come i visi alle paveti di quel piccolo autogvill / ed i sogni miei segveti / li vombavano via i Tiv”.
Devo dire che Guccini non mi viene male, ma mi costrinsero fino a Modena a parlare con la voce di Guccini a qualsiasi persona chiamasse al telefono; quando mi sono stancato ho attaccato con l’imitazione di Pino Daniele, che di solito riservo ai viaggi verso sud.
Alla fine dell’Emilia il Bruce Springsteen *** Fans Club, si ferma all’autogrill; qua il paaaazzo dà il meglio di sé.
La mitica Catherine, la madre del paaaazzo, ha abituato il suo unico figliolo a mettersi a tavola agli orari comandati e tutti i giorni con davanti antipasto, primo, secondo, contorno, frutta e dolce, 365 giorni l’anno e 366 nei bisestili. La domenica il paaaazzo può scegliere tra una pasta al forno e una fettuccina fatta in casa, consuetamente con i funghi porcini, tagliati col coltello e non con la macchinetta (operazione eseguita in tal modo da pochi privilegiati, iscritti ad un apposito circolo segreto, la FP2, dove FP sta ovviamente per fungo porcino), abbacchio scottadito o grigliata mista, patate al forno in quantità industriale (e qualità artigianale), sei diversi tipi di dolce tra cui il tiramisù caramellato di panna cotta montata catalana, immerso nel bigné di cassata siciliana (tempo di preparazione: 7 giorni di lavoro ininterrotto, con pause di 15 minuti ogni 6 ore, concordato con il SAMDUAV - sindacato autonomo mamme di ultratrentenni alquanto viziati).
Fatta questa breve premessa, mentre stefanopz, domè e G. consumavano la frugale insalata preconfezionata dell'autogrill e ormai si stavano recando verso il bar per il caffè di prammatica, il paaaazzo arrivava con un vassoio dove campeggiavano:
1. piatto di affettati misti
2. piatto regionale tipico, tortellini al ragù di lepre, cottura al dente 659 gradi farenaiht
3. buono per la bistecca da cuocere al momento, riportante un meraviglioso numero 82, constatato proprio mentre si diffondeva nell’aere la voce dell’altoparlante: “Carne: numero 28; carne numero 28”
4. l’insalata preconfezionata, perché domè gliela aveva messa sul vassoio sperando che capisse che quello era il pasto completo
5. stinco di maiale in aceto balsamico, dato che era pronto
6. ketchup con residui di patatine fritte (la gran parte era stata mangiata durante la fila alla cassa, un po’ per la fame, un po’ per sperare nello sconto “mezzaporzione”)
7. macedonia
8. tiramisù normale, per non sentire troppo la nostalgia di casa
Noi lo guardiamo con la faccia di chi rimpiange i bei tempi delle esecuzioni capitali e andiamo ad aspettare nel parcheggio.
Aspettando il paaaazzo:
- domè fuma un intero pacchetto da 20 di Lucky Strike
- G. lavora a maglia, riuscendo a completare un paio di twin set in un colore pastello che va tanto di moda
- Stefanopz legge l’edizione in cirillico di Guerra e Pace e poi, non vedendosi ancora il paaaazzo, la rilegge all’indietro
Finalmente ad un’ora abbastanza imbarazzante i quattro si mettono in macchina.
Da Casalpusterlengo a Milano intoneranno, senza soluzione di continuità, l’attacco di sax di Tenth Avenue Freeze Out, arrivando alla casa di A. fatti come zampogne.
Quando arriviamo a San Siro incontriamo di nuovo AB: la bella camicia è scomparsa e la maglietta della salute nera si è rilevata essere una maglietta del concerto di Bruce di Zurigo del 79 a cui AB, arrivato all’80mo concerto di Bruce, è sicuramente andato.
D. prevede bel tempo per tutto il concerto, ma verrà smentito da Giove Pluvio che evidentemente non adora il rock.
Del concerto ricordo un mucchio di cose, ma le più rilevanti sono:
- Bruce, ormai un vecchio di 54 anni, faceva le stesse cose di 20 anni (buttarsi per terra; la scivolata sulle ginocchia) al ralenty;
- Bruce un genio dello spettacolo, quando è cominciato il temporale, invece di rifugiarsi all’interno del suo palco coperto, si è buttato a infradiciarsi in mezzo al pubblico
- Il paaaazzo, a torso nudo, era triste e nessuno ha mai capito perché
- Nonostante i miei appelli (“sediamoci in tribuna, che siamo attempati e nel prato ci spezziamo le gambe”) andiamo nel prato. Quando le cateratte del cielo si sono spalancate, siamo scappati in tribuna, così di lato che il concerto l’abbiamo visto di profilo e un anno dopo di Bruce ci ricordiamo solo il naso
- Il brivido che ho provato quando un intero stadio muoveva la braccia al ritmo di Bobby Jean, facendo del prato un campo di grano al vento di giugno, a parole non riesco a descriverlo.
Nelle pozzanghere, senza voce, il 28 giugno 2003 siamo stati bambini, forse per l’ultima volta nella nostra vita.
giovedì, settembre 17, 2009
PORTA A PORTA
La libertà di stampa
è moribonda o morta,
va a reti unificate
il silvio a Porta a Porta.
E la prima serata
tutta Papi occupò,
la Rai a capo chino
cancella Ballarò.
Ma ancor non è contento
purtroppo Sua Emittenza
e vuole cancellare
qualsiasi concorrenza.
“Allora, niente Matrix,
lo fate un altro giorno,
spegnete Disney Channel
ed i canali porno,
mi devono guardar tutti
perché io sono il Big
rinviate a fine ottobre
tutta la Champions League!
Sul Due tutta la sera
l’inno del Pdl
Sul Tre va l’Intervallo
con le sue pecorelle.
La7? Un monoscopio
col viso di Mastella,
Al posto di MTV
i dischi di Apicella”
Ma la mattina dopo
il risultato è parco
l’Italia tutta intera
s’è vista Gabriel Garko.
La colpa è solo nostra,
davvero siamo distrutti
In fondo cosa siamo?
Poveri farabutti!
Il futuro non è più quello di una volta
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