|
giovedì, luglio 03, 2008
Pare che le intercettazioni che silvio non vuole fare uscire per decreto legge non abbiano rilevanza penale.
Anzi no, penale, ma nel senso del pene.
Nel senso che pare che dicano che la Carfagna è stata fatta ministro perché esperta di fellatio e che la stessa Carfagna abbia per telefono dato consigli ad un'altra ministra o componente del governo di quale fosse il modo migliore per compiacere il capo.
Ecco, questa è l'Italia che piace a silvio, dove le donne hanno l'esclusivo merito di saper far bene i pompini e gli uomini di saper scodinzolare.
martedì, luglio 01, 2008
STEFANOPZ ANCORA COSTRETTO A CITARE "FAMIGLIA CRISTIANA"- Sono rimasti Famiglia Cristiana e Di Pietro gli ultimi baluardi contro il governo neonazista di silvio b.
PRIMA PERÒ LE IMPRONTE
DEI PARLAMENTARI E DEI FIGLI
«Spetta al Governo», ha detto monsignor Marchetto di Migrantes, «favorire le iniziative di istruzione che sono alimentate nei campi rom solo dalle associazioni di volontariato».
Alla prima prova d’esame i ministri "cattolici" del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell’unità della famiglia umana e l’attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all’Onu, è carta straccia. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom.
Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, s’è rifiutato di schedare, il presidente del Veneto, Galan, ha parlato di "fantapolitica", ma il ministro non arretra d’un millimetro.
Non stupisce, invece, il silenzio della nuova presidente della Commissione per l’infanzia, Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?), perché le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?
A sessant’anni dalle leggi razziali, l’Italia non ha ancora fatto i conti con le sue tragiche responsabilità (non ce ne siamo vergognati abbastanza). In particolare, quei conti non li ha fatti il Centrodestra al Governo, se un ministro propone il concetto di razza nell’ordinamento giuridico. Perché di questo si tratta. Come quando i bambini ebrei venivano identificati con la stella gialla al braccio, in segno di pubblico ludibrio.
Oggi, con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c’è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? Rende meno, forse, politicamente? Ma c’è di più. Stiamo assistendo al crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale straordinario per gli stranieri poveri. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (firmata anche dall’Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita.
È giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure di Maroni non servono a combattere l’accattonaggio (che non è reato). C’è un solo modo perché i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe un decreto legge perché, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi.
Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L’affossa "pianisti" sarebbe l’unico "lodo" gradito agli italiani.

Sì, è vero, sono un imbecille; ho aspettato che Rigoni Stern morisse; eppure Il sergente nella neve mi ha spesso occhieggiato dagli scaffali delle librerie.
E pensare che c'è stato un periodo, quando stavo preparando la tesi, che passavo i pomeriggi a andare a guardare il fronte a Cassino o mi perdevo tra le croci del cimitero polacco di fronte all'abbazia.
La passione mi venne leggendo La pelle e Kaputt di Malaparte; ho letto di tutto, dagli orrori di Se questo è un uomo al pezzo dell'autobiografia di Luciano De Crescenzo, che racconto che uno zio folle, quando i tedeschi risalivano l'Italia, suggerì alla famiglia di sfollare a Cassino, acquistando così due biglietti in prima fila per una delle più cruente battaglie di tutti i tempi.
Il sergente nella neve mi ha fatto piangere; dopo settimane di marcia gli alpini per riuscire a tornare in Italia devono fare un'ultima battagli in un villaggio, Nikolaevna, un villaggio che nessuna carta riporta.
E c'è tutto l'assurdo della guerra; il fatto semplice e atroce del tuo compagno di isba, di paglia, di freddo e di pidocchi che muore e tu che vivi e non sai perché.
La storia dell'Armir in Russia è semplicemente la storia dei soldati come carne da macello, dell'inutilità e della crudeltà. L'istinto e mandarci i bush, gli hitler, i silvio, i blair, i capi e capetti di ogni giorno, a stare un mese in un caposaldo a mangiar polenta, a guardare il Don ghiacciato, a tornare a 40 sotto zero nella steppa, a piedi, verso casa.
E il momento più bello e più atroce è quando a Nikolaevna, il sergente maggiore Rigoni Stern, nel pieno della battaglia, entra in un'isba in cerca di cibo; nell'isba, una famiglia russa e due soldati dell'armata rossa, che mangiano; ma nessuno spara, nessuno urla; la famiglia russa offre da mangiare al sergente maggiore italiano.
Lui mangia e se ne va, torna nel vivo della battaglia.
Ma per un attimo i nemici sono tornati uomini, sono tornati fratelli; perché tra fratelli l'odio non esiste.
Da pavelo riceviamo la segnalazione e volentieri pubblichiamo; chi comanda in spagna, il signore della foto a destra o quello della foto a sinistra?

sabato, giugno 28, 2008
da Marco Travaglio e Antonio Di Pietro copiamo ed in allegria incolliamo!
Elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente “ignorare”.
Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese.
- aborto clandestino
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.
Io vivo in una nazione dove viene votata per la seconda volta, dopo essere dichiarata incostituzionale una volta, una legge che stabilisce l'immunità per alcune cariche dello stato tra cui il presidente del consiglio e il presidente del consiglio non si astiene e la vota.
E' come dire che vivo in un paese dove un avvocato fa un'eccezione in un processo e poi quell'eccezione diventa legge tra un'udienza e quella successiva.
Azz, ghidini l'ha fatto...
giovedì, giugno 26, 2008
Maroni vuole prendere le impronte a tutti i rom, bambini compresi.
E' evidentemente una misura troppo blanda. Prendiamo esempio dai tedeschi, marchiamoli a fuoco.
martedì, giugno 24, 2008
L'EDITORIALE DEL GIORNALE COMUNISTA "FAMIGLIA CRISTIANA"
Il Cavaliere ha un’ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente, i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento. E uno, ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia. Il "pacchetto sicurezza" è inquinato dal "complesso dell’imputato" (definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che l’hanno votato a larga maggioranza), assieme all’immagine di grande statista. Ma allontana anche il Colle più alto della politica.
L’ossessione personale ha il sopravvento sui problemi del Paese. Lo si vede nella manovra finanziaria, fatta approvare dal superministro Tremonti in soli 9 minuti e 15 secondi. Forse, si spera che il polverone sulla giustizia copra la mancanza di misure a favore delle famiglie, soprattutto le più povere (ma in questo, la miopia politica è bipartisan: Veltroni, nel lungo discorso alla Costituente del Pd, ha così semplificato i temi da far sparire anche la famiglia).
Il gioco, però, è vecchio. E stufa. Anzi logora il Paese, ributtato indietro di 15 anni al "muro contro muro", a un passato di lotte tra poteri istituzionali da cui pensavamo d’esserci emancipati. La gente è satura di scontri e complotti, di trucchi e sotterfugi, che non risparmiano neanche la più alta carica dello Stato. La forza del voto è vincolata alla soluzione dei gravi problemi degli italiani (che richiedono risposte urgenti), non a interessi di bottega.

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (foto Ansa).
Il "cambio di passo" più volte promesso dal Cavaliere non c’è nella manovra di Tremonti, che pure mette in fila provvedimenti per 35 miliardi. Ci sono molta demagogia e un pizzico di beneficenza, ma le famiglie, ancora una volta, si sentono prese in giro. Che fine ha fatto il "quoziente familiare"? Il piano a sostegno delle famiglie, a partire dai primi atti finanziari del Governo, come avevano annunciato Roccella e Giovanardi, è carta straccia.
Certo, l’operazione "quoziente familiare" è complicata, richiede risorse e un lungo percorso. Ma nella manovra non c’è traccia d’avvio, e gli interventi a favore delle famiglie sono marginali e parziali. Eppure, nel programma di Governo, il "quoziente familiare" era indicato con chiarezza come unica vera scelta politica impegnativa a favore del Paese.
Il problema non sono le toghe e i giudici. La gente fa i conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficoltà di fine mese. Il Governo progetta impegni per 35 miliardi di euro in tre anni (oltre metà della legislatura), ma dimentica le famiglie. E senza soldi nessuno farà più figli, di cui invece il Paese ha tanto bisogno.
Dov’è finito il "piano per la maternità" che la Roccella ha promesso nell’intervista a Famiglia Cristiana di tre settimane fa? È sparito anche il "bonus bebè". È comparsa, invece, la "carta per gli anziani", notizia scoppiettante, demagogia pura. La carità diventa legge. I soldi della "carta" saranno al massimo 400 euro all’anno (poco più di 30 euro al mese): si cambia così la vita dei poveri? Allora, valgono molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo. Poi spariscono i finanziamenti per i non autosufficienti e il sostegno all’infanzia. Anche il taglio di 24 miliardi di euro in tre anni agli enti locali infliggerà un colpo gravissimo alle famiglie, perché inciderà su qualità e quantità dei servizi sociali.
Insomma, tutte le richieste del Forum delle famiglie, che sono state sottoscritte con enfasi mediatica dal Popolo della libertà, sono già archiviate. Ancora una volta, solo provvedimenti assistenziali: la "carità di Stato".
Scritta in treno tra Firenze e Bologna il 23 VI 08
Che succede quando parti
per veder giocare i quarti?
Che il tuo cuore ti si impenna
Mentre viaggi verso Vienna.
In un giorno mio di festa
Con ben altro per la testa
Arrivò un messaggio strambo.
Il mittente? Rafarambo!
“Cosa fai non indugiare
se l’Italia vuoi tifare
ho per te belli perfetti
giustappunto due biglietti."
Lo ringrazio e colgo al volo
L’occasione ma non solo
Penso al viaggio affascinante
Non giornate come tante!
Certo, poi, l’Italia sbanda
Al cospetto dell’Olanda,
la speranza scappa via
quando con la Romania
dà un rigore che non so
quel demente di Overbro.
Ma fortuna a volte vede
e Buffon con il suo piede
salva cavoli e la capra
che il futuro ci si apra
col fioretto e con la lancia
poi si elimina la Francia
E così di speme pieno
Io mi imbarco sul mio treno
Che a cinquanta gradi arranca
Ed il fiato un po’ mi manca.
Ieri sera, sancta mater
Ero proprio dentro il Prater
A cantare a squarciagola
Ogni singola parola
Del mio inno di Mameli,
e se la vittoria aneli
metti le tue coronarie
a giocarsi vite varie.
Pagelle
Come al toro banderillas
Le parate di Casillas
Come pugni di Monzon
Le parate di Buffon
Certamente Barcellona
Alla forma poi non dona
Se Zambrotta va in malora
E corricchia a cinque all’ora
Per mezz’ora Fabio Grosso
Corre e crossa a più non posso
Non ci creano grandi crucci
Dalle parti di Panucci
Ha giocato con il cuore
Il Chiellini lottatore
Corre scivola e poi salta
Mi conforta e poi mi esalta
A Ambrosini spesso strillo
Con De Rossi sto tranquillo
Ha un futuro da signore
(che peccato quel rigore…)
Non mi spellerò le mani
In difesa di Aquilani
Sembra moscio e sparagnino
E fa solo il compitino
Poi Perrotta non incide
E lo sguardo mio mai vide
Un disastro che dispera
Come Toni ieri sera
Non dirò nulla di strano:
il futuro è di Cassano
e se non ci sono inghippi,
il futuro è anche di Lippi
Sono ancora sopra il treno,
sono stanco senza meno
stare fuori coi rigori
attutì tanti furori
E lo so ci vuol coraggio
A pensare a un altro viaggio
Ma il mio cuore voli orsù
Corra appresso ai gialloblù.
Senza squadre eccezionali
Canarino spiega l’ali
Chiudo gli occhi sogno e poff
Vorrei andare nei play off.
Il mio sogno mi sconcerta
Che la prossima trasferta
(non vi sto prendendo in giro)
sia a Milano, sia a san Siro!
sabato, giugno 21, 2008
ALFREDO
Il disco dei Baustelle, lo sapete, l'ho comprato il giorno dell'uscita.
Avevo qualche dubbio, ma ora, tutte le volte che lo sento, e sono tante, i brividi vanno e vengono.
C'era una canzone che mi piaceva tantissimo che fa così:
Un pezzetto bello tondo di cielo d’estate sta sopra di me.
Non ci credo.
Lo vedo restringersi.
Conto le stelle.
Ora.
Sento tutte queste voci.
Tutta questa gente ha già capito che
ho sbagliato. Sono scivolato. Son caduto dentro il buco.
Bravi, son venuti subito. Son stato stupido.
Ma sono qua gli aiuti.
Quelli dei pompieri. I carabinieri.
Intanto Dio
guardava il Figlio Suo.
E in onda lo mandò. A Woytila e alla P2.
A tutti lo indicò.
A Cossiga e alla Dc.
A BR e Platini.
A Repubblica e alla Rai.
La morte ricordò.
Scivolo nel fango gelido. Il cielo è un punto. Non lo vedo più.
L’Uomo Ragno mi ha tirato un polso. Si è spezzato l’osso.
Ora. Dormo oppure sto sognando, perché parlo ma la voce non è mia.
Dico Ave Maria. Che bimbo stupido.
Piena di grazia.
Mamma. Padre Nostro. Con la terra in bocca. Non respiro.
La tua volontà sia fatta. Non ricordo bene. Ho paura. Sei nei cieli.
E Lui guardava il Figlio Suo.
In diretta lo mandò.
A Woytila e alla P2.
A tutti lo mostrò.
A Forlani e alla Dc.
A Pertini e Platini.
A chi mai dentrò di sé il Vuoto misurò.
Non leggevo il titolo, perché ormai, come molti, io chiamo le canzoni col numero di traccia: "Tipiace la 4?" "La migliore è la 9!".
Poi ieri ho letto il titolo, Alfredo.
Oggi, risentendola, ho capito che è una canzone, delicatissima e struggente, dedicata a Alfredino Rampi, morto in un pozzo a Vermicino all'inizio degli anni 80.
Mi diede la notizia Federico, quello che era stato il mio grande amico fino alle medie; stavamo per cominciare una partita di pallone in un campetto con le porte che sta di fronte all'aeroporto, che per arrivarci coi motorini sembrava che dovevamo fare la traversata dell'Atlantico in solitaria.
Qualcuno su youtube, ha preso la canzone e ci ha fatto qualcosa che somiglia a un video
http://www.youtube.com/watch?v=zXfw9m_NsHU
Stamattina quando ho capito che si trattava di Alfredino, ho pianto, perché dopo Alfredino nessuno di noi, che stavamo su quel campetto, poteva essere mai più bambino.
giovedì, giugno 19, 2008
GAFFE
Gaffe del ministero dell'istruzione; nella traccia del tema di italiano una poesia di Montale suggerisce al candidato di riflettere sul potere salvifico del sorriso della donna. Peccato che la poesia fosse dedicata ad un uomo.
Non c'è nessun problema, ha detto il ministro, dato che la poesia è precedente al 2002 non è punibile.
mercoledì, giugno 18, 2008
Santo Gigi paratutto
anche l'anima del prosciutto
spicca il volo da qua a là
neutralizza Benzema
Sulla fascia va Zambrotta
questa volta tiene botta
gioca un po' così così
ma fa secco Ribery
Grosso sta sulla sinistra
e la fascia la amministra
i due nostri bei centrali
né son flop né eccezionali
Ringhio e Pirlo fan benino
ma mannaggia al cartellino.
E' De Rossi clava e classe
non sia mai che ci mancasse
Fa Perrotta il trequartista
qualche palla la conquista
E' Cassano un giocatore
da tenersi dentro al cuore
Luca Toni, cosa dire?
Mangia gol da maledire
ma beviamo il Sacro Graal
grazie al fallo di Abidal
Quanto odio Domenech?
Nella lista è il peggio black!
Lui all'altar con la compagna
noi a giocare con la Spagna!
E ragazzi, devo fare
un annuncio da tremare
perché a Vienna, santo dio
sugli spalti starò anch'io!!!
sabato, giugno 14, 2008
Gianlugi protettore
para tutto, anche il rigore
senza lui l'Italia perde
vola e para, angelo verde
Porca vacca di Zambrotta
troia zoccola e mignotta
ha ragione il Barcellona
scarpe al chiodo e stai in poltrona
Corre e gioca a più non posso
sulla fascia Fabio Grosso
per mezz'ora, cosa dir,
somigliava proprio a un Tir
Vanno bene, senza offesa
i centrali di difesa
stringon bene e poi, perbacco
vanno bene anche in attacco
Ci vorranno giorni o mesi
prima che Camoranesi
torni in forma più decente:
ieri ha fatto poco e niente
Pirlo tra le delusioni
sbaglia tiri e punizioni
E che dire di Perrotta?
Che fa rima con Zambrotta!
E' un'Italia senza scampo
se in tutto il centrocampo
a evitare guai più grossi
lotta impavido De Rossi
Toni? Sono insoddisfatto,
il golletto aveva fatto
ma ha fischiato, porca zozza
quel demente simil-Crozza
che del resto si è inventato
un rigore pilotato;
lo volevano così
forse Blatter, Platini...
Il futuro è alquanto nero,
ma poi al posto di DelPiero
impalpabile e malsano
io ci metterei Cassano
Mi fa male già la pancia
a pensare a Italia-Francia;
me la faccio quasi sotto:
qua ci fanno un bel biscotto!
martedì, giugno 10, 2008
da www.faccedaeuropeo.splinder.com
Squeeze e Igor son concordi
che son pessimi gli esordi
un'Italia stanca sbanda
al cospetto dell'Olanda.
Gianluigi protettore
fa parate a tutte l'ore
se non c'era lui direi
che finiva zero a sei
Sta Zambrotta sulle fasce
tutto il match resta in ambasce
sembra timido e impacciato
l'olandese è già passato!
Di Panucci cosa dire?
Improperi a non finire!
Sia terzino che centrale
io l'ho visto proprio male
Con Barzagli e Materazzi
in difesa sono cazzi:
il concetto è molto chiaro:
quanto manca Cannavaro!
Ambrosini poverino
sembra il sosia di Muccino
son venuti gli occhi rossi
per rimpiangere De Rossi
Vorrei offenderli e mi scuso
ma 'sto Pirlo e 'sto Gattuso
sono copie inconsistenti
dei campioni strapotenti
L'argentino capellone
l'ectoplasma del campione
Di Natale, dico e insisto
lo segnalo a Chi l'ha visto
Per finire Luca Toni,
mi sembrava un po' Calloni
da mandarlo a quel paese
nella terra bavarese
Mi ero illuso di farmi un weekend in Svizzera o in Austria.
Mi sa che il weekend del 21 e del 22 me ne vado al mare.
Ieri il migliore in campo è stato Cannavaro...
|
|